La poesia di Colombo/31: la goccia…preziosa in questa estate

In questi giorni stiamo subendo l'arrivo di "cerbero": non si tratta della creatura mitologica greca a guardia dell'ingresso negli Inferi, ma dell'anticiclone proveniente dall'Africa che sta scaldando l'estate in Italia. Il livello sulla colonnina di mercurio è in costante aumento e un ulteriore incremento termico, dicono gli esperti meteorologi, sarà previsto da domani, domenica 9 luglio con temperature che arriveranno attorno a 34-35 gradi. Anche nei primi giorni della prossima settimana ci aspettano temperature roventi con un'afa che sarà soffocante.

E allora, in momenti come questi, dove comincia la ricerca di un riparo dalla canicola, a cui con grande fatica si riesce a sfuggire perché si appropria di ogni luogo, ecco, in momenti come questi può essere forse utile pensare a qualcosa che ci rinfresca. "Basta una goccia", sì, basterebbe proprio poco e i versi di oggi di Umberto Colombo ci vengono in aiuto...anche l'immaginazione, in questo momento può fare tanto.
La goccia
 
Una goccia cade, sciolta e snella
tòcco …tòcco … tòcco …tòcco …
piomba forte al centro della catinella
e nel continuo sgocciolar fa il tòcco

 
Un suono marcato d’iperbole costante,
che ti riempie la radice del pensiero
ripete il tòcco e non c’è variante
comporta il susseguirsi di un fatto vero

 
Ti porta ad un pensier di solo astratto
ripetitivo e turbolento timbro al tono
non c’è ragione ma ti ripete il fatto
in un fisso continuo rimarcar sul fono

 
A differenza dal lento sgocciolio
che ti permette tra un tòcco …  e tòcco
di avere sovra il balzo un lavorio
pur restando il disturbar del suo rintocco

 
La goccia calma tra un pensiero e un altro
non reca un gran disturbo di parvenza
ma fa contorno aperto in modo scaltro
sul fato stesso e aumenta la capienza

 
Umberto Colombo

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