La poesia di Colombo/32: un concerto fatto di parole

Le parole. Con le parole si crea, si gioisce, si ferisce. La parola ha un potere immenso e quello che ci propone Umberto Colombo nell’appuntamento settimanale con la sua poesia è un pot-pourri: una mescolanza di pensieri che si alleggeriscono e sfumano con piacevoli immagini che si formano nella nostra mente alla lettura. Buon viaggio.

Concerto di parole

Un arco di fiori si sparge nel cielo

di cento colori coperto è il sereno

il gioco d’insieme da spazio ad un velo

una rete romantica protegge quel pieno

 

E l’aria pulita di cento canzoni

dà vita all’amore di solo dolcezza

si basa poi tutto su tante illusioni

si va cercando da altrui una carezza

 

Ma questo supposto rilassa alle mani

mite calore che ti fanno volare

in una nuvola con toni vaghi e soprani

ti esalti al piacere in un grato vagare

 

Per una dolce lusinga ti senti piccino,

sublime il contatto con questo tepore,

amore ruggente ti sfreccia vicino

illumina e morde con grande stupore

 

Volando nel seno di un sereno volere

nell’ebro momento di vacua presenza

fiducia in ricerca di un grande potere

aureola fantastica in grande parvenza

 

volteggi all’intorno in un fulgido balletto

la testa ti gira dal rotare nell’aria

fiamma in passione di forte concetto

il tutto rientra in una voce bonaria
 

Umberto Colombo
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