Colle B.za: Mariadele Tavola e papà Attilio raccontano la loro esperienza in Tanzania

Nella serata di ieri la piazzetta dinnanzi alla chiesa parrocchiale di San Michele a Nava ha ospitato moltissimi bambini, curiosi di ascoltare i racconti di Mariadele e Attilio Tavola, papà e figlia originari di Colle Brianza che hanno intrapreso un viaggio in Tanzania per offrire il loro aiuto e supporto al villaggio Carovana Charity nella regione del Kilimangiaro tramite la fondazione Mission Bambini
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Attilio e Mariadele Tavola con (al centro) il sindaco Tiziana Galbusera e Beppe Mambretti

Il progetto originario in quella regione era stato avviato dal lecchese Beppe Mambretti con l’iniziativa ''Una carovana del sorriso per i bimbi della Tanzania'', ideata con l’obiettivo di garantire accoglienza, riparo, alimentazione e cure ai bambini del luogo. Il progetto si è velocemente ingrandito divenendo via via più impegnativo, così l’orfanotrofio ''La casa degli angeli'', costruito ed inaugurato nel 2016, è divenuto parte della fondazione Mission Bambini, l’organizzazione laica ed indipendente fondata dall’Ingegnere Goffredo Modena, che sostiene, in Italia e nel mondo, progetti per bambini e ragazzi in difficoltà.
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I bambini dell’oratorio di Colle Brianza hanno preso parte attivamente alla serata, guardando le toccanti immagini sul maxischermo e rivolgendo poi le domande a Mariadele e al suo papà. ''E’ stata un’esperienza di vita importantissima per me. Come ogni volta che si compie un’attività di volontariato quello che dai è infinitamente minore di quello che ricevi. Quest’esperienza mi ha arricchito tantissimo, ho riscoperto un nuovo senso e sentito moltissimo amore'' ha spiegato Mariadele ricordando con il padre Attilio il momento commovente dell’arrivo nella missione, quando moltissimi bambini, seppur non conoscendoli, li hanno accolti con infinita gioia.
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''Mi ha sorpreso sentire tutto questo affetto appena arrivati, entusiasmo ed abbracci sinceri. Quando penso a ciò che abbiamo fatto per quei bambini, forse il termine aiutare è anche troppo. Noi ci siamo recati in quei luoghi cercando di mantenere un approccio aperto e sincero, volenterosi di dare una mano quanto più potevamo. All’interno del villaggio abbiamo assistito ad una divisione dei compiti molto precisa, ci si svegliava presto e ciascuno, persino i più piccoli, sapevano ciò che dovevano fare per far funzionare al meglio quel prezioso ingranaggio di autosufficienza'' hanno aggiunto, mostrando le immagini di quei momenti di quotidianità densi di significato.
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Presente alla serata anche Beppe Mambretti, fondatore della missione, ed alcuni volontari dell’organizzazione di volontariato La Carovana del Sorriso Onlus che nel 2016 diedero vita al progetto. ''La voglia di fare del bene è nata da un profondo senso di riconoscenza verso chi mi ha aiutato quando, da giovane, sono stato in comunità. Ho ricevuto aiuto dal primo momento in cui sono entrato, anche quando l’aiuto era l’ultima cosa che volevo. Eppure moltissime delle persone che ho incontrato mi hanno teso la mano, alle volte senza nemmeno conoscermi. Quando ho ripreso in mano la mia vita ho sentito il bisogno di fare qualcosa per restituire tutto l’amore che avevo ricevuto e, con alcuni amici, abbiamo avviato questo progetto, che inizialmente voleva essere un semplice luogo di riparo ma nel tempo è diventato un villaggio più strutturato che ci permette di garantire loro anche l’istruzione''.
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''Le incombenze burocratiche stavano diventando sempre di più, distraendoci da quello che voleva essere il nostro scopo originario, così abbiamo chiesto di poter entrare a far parte dei progetti della fondazione Mission Bambini, della quale condividiamo a pieno lo spirito e la visione'' ha spiegato il coordinatore, raccontando il vissuto personale che lo ha spinto a mettersi in gioco.
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Il progetto, negli anni, ha raggiunto dimensioni importanti, garantendo istruzione primaria, secondaria e professionale a ben 25 bambini e ragazzi e l’accesso al ''pre-school'' a 70 bambini masai, utile all’apprendimento dello swahili e dell’inglese di base.
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''Nonostante i progressi la percentuale di studenti che, nella regione della Tanzania, si iscrivono alla scuola secondaria rimane comunque ancora troppo limitata (circa il 27%). Siamo però fiduciosi, dagli anni 2000 la situazione è in netto miglioramento: si è passati da un tasso netto di iscrizione alla scuola primaria del 50% circa, all'attuale 81%, secondo gli ultimi dati della Banca Mondiale del 2018. Purtroppo rimane ancora un divario di genere notevole, ridotto solo per quanto riguarda l’istruzione primaria e secondaria'' ha spiegato il coordinatore, che, così come la fondazione e tutti gli operatori, ritiene l’istruzione una solida via d’uscita dalla povertà. L’impegno della missione è quindi creare, fin dai primi anni di vita, centri educativi stimolanti, cruciali per lo sviluppo cognitivo ed emotivo dei giovanissimi. 
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In chiusura il sindaco Tiziana Galbusera ha rivolto un pensiero ad organizzatori e ospiti: ''Grazie per il racconto sincero ed emozionato di quest’esperienza, ci avete reso in qualche modo parte di questa bellissima realtà che state costruendo piano piano. Credo che sia stato molto importante mostrarlo in prima persona ai giovani del nostro territorio, che certamente hanno percepito lo spirito di solidarietà ed altruismo che vi guida. Vederli partecipare attivamente è stato emozionante'' ha concluso, rivolgendo un caloroso grazie a tutti i presenti.
Sa.A.
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