Annone, area ex Rex: il Comune ricorre al presidente della Repubblica

Il Comune di Annone Brianza ricorre al presidente della Repubblica contro il parere della Soprintendenza/Ministero della cultura (MIBAC), sul piano attuativo ATR06, ovvero l’ex "area Rex". La questione è emersa l’altra sera in consiglio comunale a seguito dell’interrogazione presentata dal gruppo di minoranza per chiedere chiarimenti sulla questione.  
La Soprintendenza aveva infatti espresso un parere sfavorevole alla realizzazione dell’intero ambito di trasformazione in quanto ritenuto ''non coerente con la tutela dei caratteri identificativi di questo ambito paesaggistico storico'' e il Comune, conferendo incarico legale all’avvocato Lorenzo Spallino, ha avanzato ricorso al presidente della Repubblica. 
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Il consiglio comunale di Annone in alcune immagini d'archivio

Ha dichiarato il capogruppo di minoranza Paolo Cesana: ''Dall’analisi del parere della Soprintendenza, di cui si è ottenuta copia a seguito di accesso agli atti, emerge un parere assolutamente contrario alla realizzazione dell’intero piano attuativo ART-06, con ampia ed eloquente motivazione in merito alla valenza paesaggistica, storica e di tutela ambientale e territoriale di tale area, che denota un'evidente inopportunità di portare avanti il piano attuativo medesimo nelle forme con cui era stato approvato al termine della consigliatura della precedente Amministrazione Comunale di Annone''.
Il gruppo ha quindi chiesto se è stata firmata la convenzione, se il piano attuativo abbia possibilità di essere realizzato da parte dell’imprenditore privato promotore del progetto, coinvolto qualche mese fa in un’inchiesta giudiziaria.
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Il sindaco Luca Marsigli ha voluto ripercorrere l’iter formativo del piano attuativo, che risale all’approvazione del piano di governo del territorio (PGT) del 2 novembre 2013. Nell’ambito attuativo ATR06 approvato in quella sede si prevedeva ''la formazione di complessi residenziali, anche in edilizia convenzionata, oltre alla cessione, previa loro realizzazione da parte dell'attuatore, di opere di urbanizzazione primaria, quali strade di collegamento e parcheggi''.
Nel dicembre 2023, la giunta comunale, accogliendo la richiesta della SGR Edile Srl, proprietaria dell'ambito di comparto, aveva adottato il piano attutivo, definitivamente approvato dalla giunta il 17 febbraio 2024. L’ufficio tecnico comunale aveva dato corso all’iter trasmettendo alla Soprintendenza la pratica relativa alla richiesta di permesso di costruire in relazione alle opere di urbanizzazione: in risposta, è stato richiesto di analizzare l’intera progettualità da realizzarsi nell’ambito del comparto. A seguito delle informazioni trasmesse dall’amministrazione sul progetto edificatorio, la Soprintendenza il 21 ottobre 2024 ha risposto esprimendo un parere sfavorevole alla realizzazione dell'intero ambito di trasformazione ''in quanto non coerente con la tutela dei caratteri identificativi di questo ambito paesaggistico storico''.
Il gruppo di minoranza ha chiesto lumi sulle ragioni che hanno portato l’amministrazione a ricorrere al presidente della Repubblica contro il parere ricevuto dalla Soprintendenza e sulla mancata informazione alla popolazione e ai consiglieri di opposizione. Inoltre sono stati richiesti chiarimenti sulla mancata accettazione del parere della Soprintendenza e dunque sul ricorso al provvedimento ricevuto.
''Perché questa amministrazione non accetta le indicazioni espresse dalla Soprintendenza e non elimina l'edificabilità prevista nell'Atr-06, oppure non la minimizza, programmando un diverso intervento che punti invece ad integrarsi alla realtà esistente, seguendo le puntuali e sensate indicazioni della Soprintendenza?'' ha sollecitato Cesana.
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Il sindaco Marsigli ha spiegato che ''il principale punto dolente'' non riguarda la progettualità legata al piano attutivo approvato dal Comune di Annone, bensì alla sua previsione, ovvero il cosiddetto comparto: tutto ciò, ha rimarcato il sindaco, nonostante la stessa Soprintendenza fosse stata invitata in sede di conferenza di valutazione finale per la valutazione ambientale e Strategica del nuovo PGT senza però esprimere alcun parere entro il termine previsto (28 febbraio 2013).
''Nel concreto ed in brevità il parere sfavorevole della Soprintendenza, così per come è delineato, nega la previsione meglio prevista nel PGT in relazione al comparto in esame, di fatto paralizzando una previsione pianificatoria, che tra l'altro non ha mai impugnato, impedendo di fatto l'attuazione dello strumento urbanistico, come previsto ed approvato dall'Amministrazione Comunale e quindi con esso le relative previsioni urbanistiche a favore della stessa cittadinanza annonese''. 
L’amministrazione, consultato il legale comasco, ha optato per l’impugnazione del parere della Soprintendenza per evitare il cosiddetto ''giudicato formata'' di natura amministrativa, secondo il quale potrebbe essere richiesto dalla parte attuatrice un ristoro economico. L’interesse dell’amministrazione era, in sostanza, ''evitare che la parte attuatrice, od eventuali terzi interessati, possano opporre alla scrivente amministrazione l'impossibilità di impugnazione di futuri dinieghi a singole autorizzazioni da parte della stessa Soprintendenza o di altri enti preposti, circostanza quest’ultima che l’attuatore potrebbe imputare all’amministrazione comunale, chiedendo quindi un ristoro di natura risarcitoria, oltre al consequenziale danno economico per l’amministrazione comunale che deriverebbe appunto dal blocco del piano attuativo di cui al PGT in formazione, il quale - tra l’altro e nell’ambito in esame - prevede una compensazione forfettaria di euro 250.000 euro, oltre alla mancata realizzazione del piano urbanistico ed ai conseguenti oneri di urbanizzazione in favore del Comune''.
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A questo va ad aggiungersi il cosiddetto ''danno sociale'' che deriverebbe dalla mancata realizzazione di immobili in edilizia convenzionata, oltre alle opere di urbanizzazione primaria, strade di collegamento e parcheggi, che interesserebbero l’intera zona anche oltre l’ambito in esame. In breve, nella zona interessata, ''ogni implementazione edificatoria, anche di natura urbanistica (strade e parcheggi) risulterebbe inattuabile''.
Sul punto del mancato coinvolgimento della popolazione e dei consiglieri è stato ritenuto che, riguardando un ambito di trasformazione, peraltro di un operatore privato, sia di esclusiva competenza della giunta comunale quale organo esecutivo dell'amministrazione comunale.
Il gruppo Vivere Annone ha voluto essere informata anche sull’attuale situazione del procedimento. ''La convenzione – ha informato il primo cittadino - con la società SGR Edile Srl non è stata ancora sottoscritta, anche a fronte di un incontro che si è tenuto con i nuovi organi sociali del sodalizio (la società, con ordinanza del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Monza, è in amministrazione giudiziaria, nrd)''.
La società ha manifestato interesse a proseguire l’operazione edilizia tanto che ha inviato una proposta di massima attualmente in esame all’ufficio tecnico: questo fatto è accolto con favore dall’amministrazione.
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Infine, il consigliere Paolo Cesana ha chiesto per quale motivo non si è proposto un ricorso giurisdizionale al Tribunale Amministrativo (TAR Milano) ''che ha una procedura più diretta ed una risoluzione più immediata delle questioni'' e per quale motivo non è stato avanzato dal sindaco stesso ma è stato affidato a uno studio legale esterno.
Il sindaco Marsigli ha specificato di aver deciso di procedere con un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica dopo che la comunicazione del parere della Soprintendenza è giunta inaspettata e che, con il legale incaricato, si sia tentata una possibile alternativa stragiudiziale, senza però buon esito. Sull’ultima questione, il primo cittadino ha ritenuto che, in ragione della materia trattata, si sia necessitato di “un'adeguata e competente difesa tecnica, utili sul punto per la tutela degli interessi della cittadinanza''.
M.Mau.
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