Costa, medie: incontro con lo scrittore Francesco D'Adamo

Incontro con lo scrittore Francesco D’Adamo. Gli studenti della scuola secondaria di primo grado don Bosco di Costa Masnaga hanno incontrato l’autore e insegnante milanese. Ha esordito nel 1999 con la narrativa per ragazzi e in seguito ha pubblicato il romanzo ''Storia di Iqbal'', Premio Cento 2002, tradotto e pubblicato negli Stati Uniti e in altri paesi: nel 2004 è stato segnalato dall’American Library Association come libro ''raccomandato e degno di nota'', e ha ricevuto in America il Premio Christopher Awards.  
Questo libro, ispirato a una storia vera, racconta del ragazzo pakistano diventato in tutto il mondo il simbolo della lotta contro lo sfruttamento del lavoro minorile.
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Agli studenti di Costa Masnaga ha parlato del testo ''Oh Harriet!'': Harriet Tubman è l’eroina che riuscì nell'impresa di progettare e realizzare, insieme ad altri appassionati compagni di lotta, la ''Underground Railroad'', la strada segreta che consentì a migliaia di schiavi di fuggire verso la libertà. In questa occasione, avendolo come ospite al Costaforum, i ragazzi hanno preparato per lui alcune domande sul testo ma anche sulla sua professione.
A tu per tu con Francesco D'Adamo
Il racconto della nostra intervista allo scrittore

Il giorno 25 marzo 2025 abbiamo intervistato Francesco D’Adamo, l’autore di Oh Harriet!, il libro che abbiamo letto nelle ore di narrativa del primo quadrimestre. L'intervista è stata realizzata grazie al festival Leggermente, il festival lecchese dedicato alla cultura e lettura.

Oh Harriet! parla di Harriet Tubman, una donna afrodiscendente e schiava che a metà ottocento organizza una rete di strade, la Underground Railroad, per far fuggire gli schiavi e le schiave dal sud degli Stati Uniti al nord. 

Ci siamo preparati all’intervista pensando e scrivendo 13 domande riguardanti non solo il libro, ma anche la professione dello scrittore. Non sono mancate domande più divertenti su cibo, musica e sport preferiti. È stato molto emozionante incontrare l’autore di un libro tanto bello e unico nel suo genere. L’intervista è stata un successo, siamo riusciti a fare tutte le domande che avevamo preparato e ci sono state anche alcuni interventi interessanti dal pubblico.

Ci siamo divertiti ad ascoltare Francesco D’Adamo parlare sul suo libro e raccontarci anche alcune sue esperienze personali. Per esempio abbiamo scoperto che a scuola era bravissimo nei temi (forse potevamo aspettarcelo!), ma che non era altrettanto bravo in matematica! Oppure che è (come si è definito lui) un ''pastasciuttomane'' perché mangerebbe la pasta tutti i giorni!

Dobbiamo però ammettere che abbiamo anche scoperto e capito tanto. 

Per esempio abbiamo scoperto come lavora uno scrittore. Spesso abbiamo l’idea che uno scrittore sia una specie di folle che, preso dall’ispirazione, scrive di getto un romanzo. Francesco ci ha spiegato che lavora in uno studio e che ha bisogno di diverse ore per poter organizzare la scrittura. Abbiamo anche imparato che non esiste una vera e propria ispirazione che ti colpisce dall’alto (come una mattonata) e che ti porta a scrivere. L’autore ci ha infatti spiegato come dietro la scrittura ci sia tanto lavoro, studio e progettazione. 

Abbiamo capito che il libro di Oh Harriet parla di schiavitù, ma abbiamo anche appreso che con l’abolizione del sistema schiavistico non sono finite le disuguaglianze. Francesco ci ha infatti aiutato a ragionare sul fatto che ancora oggi ci sono tante discriminazioni e che non tutte le persone godono degli stessi diritti. Abbiamo anche riflettuto sul fatto che le condizioni di lavoro di tante persone nel mondo, per esempio i lavoratori agricoli sfruttati o i lavoratori tessili delle multinazionali, non sono tanto diverse da quelle degli schiavi.

Abbiamo capito che anche se non siamo ancora grandi, abbiamo tanto potere nelle nostre mani e il primo passo che possiamo fare è iniziare a guardare il mondo con attenzione, per trovare le storture e le ingiustizie. Poi, perché no, possiamo anche unirci e trovare un modo per sistemare ciò che non va. La strada è di certo lunga, ma in qualche modo bisogna iniziare. Del resto è stata Harriet Tubman a dire: ogni grande impresa inizia con un sognatore. Ricorda sempre che dentro di te hai la forza, la pazienza e la passione per cambiare il mondo.


Caterina, Enrico, Marin
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