Oggiono: angoscia, tradimento, dolore e morte nella Via Crucis con Delpini
Un’intera città si è raccolta, commossa e silenziosa, sotto il segno della Croce. Venerdì sera, le vie del centro di Oggiono si sono trasformate in un cammino di fede e riflessione, accogliendo la tradizionale Via Crucis quaresimale della Zona Pastorale di Lecco, che include ben 180 diverse parrocchie. Un appuntamento che ogni anno coinvolge centinaia di fedeli da tutto il territorio e che, come già in passato, ha avuto come guida d’eccezione l’Arcivescovo della Diocesi di Milano, Monsignor Mario Delpini.

La processione è partita dalla piazza della Chiesa di Sant’Eufemia e ha attraversato le tappe simboliche della Passione lungo un percorso che ha toccato piazza Sironi (prima stazione), piazza Manzoni (seconda), piazza Garibaldi (terza), via Primo Maggio (quarta), piazza della chiesa (quinta), fino a culminare nella suggestiva piazza Alta, dove è intervenuto l’Arcivescovo.
Ad aprire il corteo, i chierichetti e i giovani del decanato con la Croce; seguivano Monsignor Delpini e i sacerdoti del territorio, i rappresentanti delle amministrazioni locali (Oggiono, Ello, Annone, Suello, Rogeno, Cesana Brianza, Colle Brianza e Nibionno) e poi centinaia di persone unite dallo stesso raccoglimento.

Oltre alla solida organizzazione della comunità pastorale oggionese, fondamentale per la riuscita dell’evento la collaborazione con i volontari della Pro Loco – che hanno curato le rappresentazioni sceniche delle stazioni – e altre realtà come l’Associazione Nazionale Carabinieri, il gruppo Alpini e la Protezione Civile, per garantire un sicuro svolgimento dell'iniziativa.

Nel cuore della serata, le parole dell’Arcivescovo hanno lasciato un segno profondo. Nella sua omelia, Delpini ha invitato tutti a contemplare i “quattro abissi” nei quali Cristo è disceso durante la Via Crucis – l’angoscia, il tradimento, il dolore, la morte – e a riconoscere in essi la possibilità di salvezza: “Là dove è più necessaria la salvezza, Gesù salva e incarica anche noi di essere portatori di speranza” ha dichiarato all’inizio del suo intervento, con un riferimento particolare a tutte le attuali zone di guerra e di sofferenza, come l’Ucraina e il Medio Oriente. Un invito a pregare nell’abisso dell’angoscia, a perdonare nel dolore del tradimento, ad amare nel dolore fisico e a vivere, persino nella morte, nella luce della vocazione cristiana.

Al termine della Via Crucis, Monsignor Delpini ha impartito la sua benedizione sulla folla raccolta, in un clima di intensa spiritualità e unità comunitaria. Le offerte raccolte a conclusione della serata – come annunciato dal parroco don Maurizio Mottadelli – saranno devolute al Fondo Schuster, a sostegno delle opere della diocesi in tema di povertà abitativa. Don Maurizio ha inoltre informato il pubblico e il decanato della gradita visita pastorale nel nostro territorio da parte dell’Arcivescovo nel nostro territorio, che si intratterrà dal 29 aprile al 15 giugno con l’obiettivo di conoscere parrocchie e decani.

Una sera di preghiera, ma anche di profondo significato sociale: nel silenzio del cammino, tra le luci soffuse delle torce e le parole delle riflessioni, Oggiono ha testimoniato ancora una volta il valore di una fede vissuta insieme, capace di unire comunità, istituzioni e fedeli in un’unica grande invocazione di pace e speranza per la prossima Pasqua.

La processione è partita dalla piazza della Chiesa di Sant’Eufemia e ha attraversato le tappe simboliche della Passione lungo un percorso che ha toccato piazza Sironi (prima stazione), piazza Manzoni (seconda), piazza Garibaldi (terza), via Primo Maggio (quarta), piazza della chiesa (quinta), fino a culminare nella suggestiva piazza Alta, dove è intervenuto l’Arcivescovo.

Oltre alla solida organizzazione della comunità pastorale oggionese, fondamentale per la riuscita dell’evento la collaborazione con i volontari della Pro Loco – che hanno curato le rappresentazioni sceniche delle stazioni – e altre realtà come l’Associazione Nazionale Carabinieri, il gruppo Alpini e la Protezione Civile, per garantire un sicuro svolgimento dell'iniziativa.

Nel cuore della serata, le parole dell’Arcivescovo hanno lasciato un segno profondo. Nella sua omelia, Delpini ha invitato tutti a contemplare i “quattro abissi” nei quali Cristo è disceso durante la Via Crucis – l’angoscia, il tradimento, il dolore, la morte – e a riconoscere in essi la possibilità di salvezza: “Là dove è più necessaria la salvezza, Gesù salva e incarica anche noi di essere portatori di speranza” ha dichiarato all’inizio del suo intervento, con un riferimento particolare a tutte le attuali zone di guerra e di sofferenza, come l’Ucraina e il Medio Oriente. Un invito a pregare nell’abisso dell’angoscia, a perdonare nel dolore del tradimento, ad amare nel dolore fisico e a vivere, persino nella morte, nella luce della vocazione cristiana.

Al termine della Via Crucis, Monsignor Delpini ha impartito la sua benedizione sulla folla raccolta, in un clima di intensa spiritualità e unità comunitaria. Le offerte raccolte a conclusione della serata – come annunciato dal parroco don Maurizio Mottadelli – saranno devolute al Fondo Schuster, a sostegno delle opere della diocesi in tema di povertà abitativa. Don Maurizio ha inoltre informato il pubblico e il decanato della gradita visita pastorale nel nostro territorio da parte dell’Arcivescovo nel nostro territorio, che si intratterrà dal 29 aprile al 15 giugno con l’obiettivo di conoscere parrocchie e decani.

Una sera di preghiera, ma anche di profondo significato sociale: nel silenzio del cammino, tra le luci soffuse delle torce e le parole delle riflessioni, Oggiono ha testimoniato ancora una volta il valore di una fede vissuta insieme, capace di unire comunità, istituzioni e fedeli in un’unica grande invocazione di pace e speranza per la prossima Pasqua.
Federica Falbo