Casatenovo, Villa Facchi: inaugurata la mostra ''L'altra Resistenza''

Nel tardo pomeriggio di ieri, a Villa Facchi di Casatenovo, si è svolta l'inaugurazione di una mostra dal titolo ''Schiavi di Hitler. L’altra Resistenza. Racconti, disegni, documenti dei deportati italiani 1943-1945'', allestita in occasione dell'80esimo anniversario della Liberazione, ricorrenza celebrata il prossimo 25 aprile. 
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Alcune immagini dell'inaugurazione della mostra, venerdì 4 aprile in Villa Facchi

A collaborare con il Comune in questa iniziativa sono stati il Centro studi ''Schiavi di Hitler'' ETS di Cernobbio - che ha ideato e realizzato l'esposizione itinerante, che nel 2014 è arrivata persino a Roma, in Senato - la Pro Loco, gli Alpini, Anpi Lecco e il gruppo di lettori volontari della biblioteca.
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I pannelli illustrativi con didascalie sono stati posizionati nella sala civica ubicata al piano terra dell'edificio di Via Castelbarco; qui i visitatori avranno modo di consultare (fino a domenica) informazioni e curiosità, nonchè di osservare il lavoro minuzioso di raccolta di notizie e dati specifici - difficili da ottenere e spesso tradotti direttamente dal tedesco - alternati a stralci di lettere spedite dagli internati militari alle famiglie o a interviste e testimonianze del proprio vissuto.
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A sinistra l'assessore alla cultura Gaia Riva

Intorno alle ore 18, l’assessore alla cultura Gaia Riva ha introdotto l’inaugurazione, ricordando in primo luogo l’importanza di dare vita ad eventi per celebrare e ricordare il 25 aprile, per approfondire la conoscenza di tali eventi storici e in questo modo sviluppare una coscienza civica più istruita, più attiva. 
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''I miei ringraziamenti vanno soprattutto ai volontari che mantengono la mostra aperta e fruibile, ai molti che hanno dato una mano e soprattutto al professor Valter Merazzi e a Maura Sala, oggi con noi per introdurci al meglio a questa esposizione'' ha detto l'amministratrice. ''Inoltre vorrei presentarvi due cittadine che si sono impegnate a portare oggi la testimonianza delle proprie famiglie: Meri Sanvito e Maria Grazia Mainente che hanno ricostruito la storia rispettivamente del proprio padre e suocero, entrambi IMI, ripercorrendo il lungo viaggio di ritorno alla vita civile, alla giustizia a partire dalla scelta fatta dai propri famigliari anni''.
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Il professor Merazzi ha poi preso il microfono, dando vita a una vera e propria lezione di storia molto dettagliata e precisa, utile a contestualizzare al meglio le immagini e le storie presenti nella mostra.
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Il sindaco Filippo Galbiati

''A partire dal titolo di questa mostra, appunto L'altra Resistenza, si vuole portare l’attenzione sulla resistenza non partigiana, che non ha guardato all'appartenenza politica, quella resistenza che è stata un'esperienza pesante, drammatica e faticosa che comportó un principio di scelta'' così ha esordito il docente.
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Il professor Valter Merazzi

''Gli internati italiani, soprattutto le truppe dell’esercito, che venivano separate dagli ufficiali e lavoravano e vivevano in condizioni più svantaggiate, sceglievano di rimanere nel campo e di non essere rimpatriati per un principio di scelta: la ferrea volontà di non voler combattere, di non voler prendere parte alla guerra devastante che straziava l’Europa è costata cara a questi uomini, a questi eroi che oggi devono essere ricordati come oppositori, come esempi di integrità morale e impegno nella difesa di diritti civili e umani che al momento erano stati loro tolti'' ha aggiunto il relatore.
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Successivamente anche Maura Sala ha fornito importanti delucidazioni storiche sugli avvenimenti che sconvolsero l’Italia dall’8 settembre '43, approfondendo in particolar modo una questione spinosa, difficile, in sospeso tra Germania e Italia, che riguarda il risarcimento dei salari mai pagati ai lavoratori italiani ( gli internati militari) nelle fabbriche belliche tedesche.
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A destra Maura Sala

Difficoltà burocratiche, silenzi da parte dei governi e una crescente indifferenza verso un problema di giustizia hanno aumentato l’ardore, l’entusiasmo che anima il Centro Studi da diversi anni, che si è fatto carico agli inizi del duemila di gestire a livello nazionale le richieste dei cittadini italiani alla ricerca della verità sui propri familiari internati in campi tedeschi. 
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Al centro Meri Sanvito

Toccanti poi, le testimonianze di Meri Sanvito e Maria Grazia Mainente, che hanno riportato in vita i propri cari (Carlo Sanvito e Aldo Casiraghi ndr) attraverso un lungo percorso di ricerca negli archivi di Stato e non solo.
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Maria Grazia Mainente

Anche l’intervento di un altro parente di Aldo Casiraghi, ha permesso al pubblico di immaginare meglio il difficile viaggio di ricostruzione di una vita trascorsa in un campo della Wehrmacht, nel quale nomi e cognomi venivano mangiati insieme alle bucce di patate e terra, dove medagliette di metallo numerato diventavano il riassunto di un’esistenza costretta al lavoro nelle fabbriche belliche tedesche.
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''Celebriamo un anniversario importante'' ha detto il sindaco Filippo Galbiati, riferendosi agli ottant'anni trascorsi dalla Liberazione del nostro Paese. ''In questo momento storico così difficile e complesso dobbiamo ricordarci dei nostri diritti civili, della nostra storia che oggi sembra abituarci alle deportazioni che la democrazia di oggi ci fa sembrare vicine, non troppo oltre quel confine a lungo difeso con il sangue dalla resistenza militare, civile della quale oggi noi dobbiamo essere orgogliosi, alla quale dobbiamo attribuire molti dei valori che ci permettono di vivere nella libertà, che sembrano vacillare oggi più che mai''.
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La mostra - a ingresso libero - sarà visitabile quest'oggi fino alle ore 18 e domani, domenica 6 aprile, dalle 9 alle 12  e dalle 14 alle 18.
L.F.
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