Costa: la famiglia Barberis è pronta al viaggio in barca a vela verso i Caraibi
Il 1 settembre, con qualche mese di ritardo - causa Coronavirus - rispetto al piano iniziale che li voleva in mare già il 5 luglio, lasceranno gli ormeggi per raggiungere i Caraibi su Shibumi, la barca a vela, una Mikado56 del 1982. Loro sono la famiglia Barberis, abitano a Costa Masnaga dove conducono una vita ordinaria e si apprestano ad affrontare l'ignoto. Li abbiamo raggiunti telefonicamente il giorno prima che partissero per la Grecia, dove andranno a recuperare la barca che, dopo alcune settimane di navigazione, si fermerà a Bocca di Magra per il cantiere di preparazione al viaggio.
"C'è sempre stato il desiderio di fare un'esperienza nuova e di cambiare i ritmi della quotidianità". Un bel progetto, ma da mettere in pratica. La famiglia ha dapprima deciso di affittare il loft di Milano in cui risiedeva, trasferendosi a Costa insieme al padre di Sara. Poi, visto che le risorse non bastavano, la difficile decisione di venderlo, per riuscire a sostenere il viaggio. Non è stata l'unica. Gli ultimi cinque anni hanno infatti comportato parecchi sacrifici: niente aperitivi, cene, né vestiti nuovi. "Siamo una famiglia super normale e vogliamo far capire che i sogni non arrivano dal cielo: te li devi guadagnare, sudare" ha ammesso Sara. Per quale motivo, quindi, tutte queste rinunce? "I ritmi di questa vita li abbiamo capiti: lavoro, scuola, sport. Siamo curiosi di provare un ritmo diverso e l'emozione di vivere nella natura. In città pensiamo di essere i padroni del mondo, ma in barca devi sottostare alle regole della natura. La rispetteremo, seguiremo le sue esigenze e vivremo con le risorse di acqua, vento e sole. Non solo la natura: l'idea è anche quella di vedere posti nuovi e conoscere da vicino altre culture" ha aggiunto.
"I bambini sono molto contenti. Il più grande a volte ha alcuni ripensamenti perché teme di lasciare gli amici ma la quarantena gli ha fatto capire che la distanza permette comunque di restare in contatto. Però è anche molto stimolato dall'idea di conoscere tanti bambini nuovi" ha riferito Sara.
Da Bocca di Magra, la famiglia salperà il 1 settembre con tappe alle Baleari, Gibilterra, Canarie prima di raggiungere i Caraibi. Il progetto, risorse comprese, è per un anno: se i masnaghesi riusciranno ad auto sostenersi, potrebbero passare al Pacifico.
"Le paure sono tante, tra cui quella di non sapere cosa troveremo al ritorno. Non faremo un viaggio da soli, ma abbiamo la responsabilità dei figli e a loro vanno date garanzie. La nostra è quella di una famiglia attenta che farà questo regalo ai bambini di stare nella natura, viaggiare e conoscere" ha ammesso Sara, confessando anche la paura delle onde, che preferisce non riferire al capitano.
Il biglietto per quest'avventura di famiglia è di sola andata e la natura dovrà essere un'alleata: saranno gli alisei a permettere loro di raggiungere le terre oltre oceano.
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Michela Mauri